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Bretagna parte prima – la galette bretonne

Mi sono alzata stamattina entusiasta all’idea di scrivere… non un post… ma piuttosto una ricetta che possa essere condivisa. Per me una ricetta può essere condivisa prima di tutto quando riesce e poi quando nutre veramente il corpo.
Sono appena tornata da qualche giorno in Bretagna, ho fatto questo viaggio perchè volevo iniziare questo blog anche con esperienze di viaggi: viaggi e cucina sono da sempre le mie due grandi passioni.

Viaggi in luoghi geografici o viaggi in altre dimensioni per me non c’è distinzione. Ormai da tanti anni ho smesso di essere una cuoca “normale” e ho cominciato a cucinare come “una sciamana” (non ci sono altri termini per definire).
Una sciamana viaggia tra mondi fisici e mondi non fisici, una cuoca sciamana, quando cucina, nutre corpo e anima. Tanto per fare un chiarimento su come io vedo il cibo.
La Bretagna è favolosa: i suoi colori, la natura, i cieli ampi e questo alternarsi delle maree che muta il paesaggio sotto lo sguardo e sembra un monito per ricordarci che la vita è movimento.
Le foto sotto sono della spiaggia di Guesclin con l’alta e la bassa marea.


Il cibo invece…. mmm, io adoro la Francia ma mangiare bene e digerire altrettanto bene sono due cose che non sempre qui vanno a braccetto.
Una cosa invece deliziosa, digeribile e nutriente e che tutti possono mangiare è la galette bretonne.
La galette è una crepe fatta solo con grano saraceno e acqua, questo la rende quindi adatta a coloro come me che soffrono di intolleranza al glutine o sono celiaci. E il fatto che nell’impasto non ci siano ingredienti di origine animale anche a coloro che seguono un’alimentazione vegana.
I Bretoni la farciscono con alimenti salati come prosciutto o formaggio, per quelle dolci usano le crepes, ma io l’ho gustata con caramello al burro salato ed era assolutamente deliziosa.
Non potete non avere la ricetta della galette nel vostro ricettario perchè è versatile, è surgelabile, stimola la vostra fantasia ed è secondo me politically correct (cioè non contiene alimenti di origine animale e quindi se avete un ospite vegano lo fate sentire tranquillamente a suo agio).
Si possono farcire in maniera classica appunto con formaggio, prosciutto e uova fritte oppure con verdure, salmone affumicato, pomodoro e mozzarella, spinaci e brie, sardine oppure con marmellata, cioccolato, composte varie… insomma con tutto quello che avete in frigorifero o dispensa.
P.s. dimenticavo… viaggiare fuori stagione si è rivelata una scelta veramente azzeccata. In giro c’era quel tanto di gente che basta a non rendere i posti desolati, il clima di ottobre è stato mite e i colori rossi e gialli dell’autunno mescolati all’odore di vaniglia della vegetazione scaldavano dolcemente il cuore.
P.p.s. nella spiegazione della ricetta trovate anche l’audio ricetta, così la potete ascoltare mentre cucinate e non dovete continuamente spostare l’attenzione da ciò che state facendo.

 

Galette bretonne
Ascolta qui l’audio ricetta 

Dosi per circa 10 galettes
Tipo di ricetta: piatto unico o dolce
Tipo di cucina: gluten-free, vegana
Tempo di preparazione: 10 minuti
Tempo di cottura: 30 minuti
Tempo di riposo: 1 ora – 1 notte

Ingredienti
200 g di farina di grano saraceno*
600 ml di acqua circa
1 pizzico di sale
burro o olio (girasole, cocco, oliva) per ungere

Preparazione
Mescolate la farina e il sale in una ciotola.
Fate una cavità all’interno della farina e pian piano aggiungete l’acqua.
Per fare questa operazione usate una frusta.
Aggiungete tanta acqua quanto basta per ottenere una pastella densa simile alla panna.
State attenti a non mescolare troppo, perchè altrimenti la galette risulta gommosa.
Coprite la ciotola con pellicola per alimenti e lasciate risposare in frigorifero da minimo un’ora a tutta la notte. Quando la volete cucinare, date prima una mescolata e se risultasse troppo densa aggiungete ancora qualche cucchiaio di acqua.
Per cucinarla, ungete una piastra o pentola per crepes (in alternativa va bene anche una padella anti aderente con fondo piatto) con il burro fuso o con l’olio e tenete il fuoco medio. Se usate la galette per preparazioni dolci potete usare l’olio di semi di girasole che ha un sapore più neutro o l’olio di cocco.
Versate un mestolino di pastella nella pentola (circa 50-60 ml) e fatela ruotare velocemente in modo che si distribuisca in modo uniforme per tutta la superficie. Cuocete per un minuto poi con l’aiuto di una spatola giratela e fatela cuocere dall’altro lato: procedete così fino ad esaurimento della pastella, ricordandovi sempre di ungere la pentola tra una galette e l’altra.
Happy Food!

* Il grano saraceno o grano nero non appartiene alla famiglia dei cereali, nonostante il nome. Fa parte invece della famiglia delle Poligonacee e il suo nome scientifico è Fagopyrum esculentum.
Totalmente privo di glutine è adatto a chi soffre di intolleranze a questo alimento o soffre di celiachia.
Le sue origini sono i paesi orientali (Siberia e Manciuria) ed è stato introdotto nelle nostre regioni a partire dal Medioevo.
Le sue proprietà nutrizionali sono numerose a cominciare dal fatto che le sue proteine hanno notevoli proprietà benefiche al nostro organismo. Contiene notevoli quantità di lisina che è un amminoacido essenziale (essenziale perchè il nostro organismo non è in grado di produrlo da solo) e la scarsità di amido lo rende molto digeribile e adatto ad esempio anche a chi soffre di diabete.
Inoltre è una fonte ricca di fibre e minerali (calcio, fosforo, ferro, magnesio e manganese) e contiene potassio più di tutti gli altri cereali.
Contiene anche vitamine importanti del gruppo B (sono le vitamine che servono per il metabolismo, aiutando la conversione di carboidrati in glucosio per fornire energia al corpo e metabolizzare grassi e proteine).
La sua azione riscaldante lo rende adatto particolarmente nella stagione fredda e in Inghilterra con le sue foglie si prepara un tè che aiuta a curare le varici venose.
Dal punto di vista culinario, generalmente si usa la farina di grano saraceno in aggiunta ad altre come il miglio, la farina di riso glutinosa, l’amaranto, le mandorle etc… per preparazioni senza glutine oppure lo si usa in chicchi in aggiunta a minestre, nella colazione, o come un primo piatto con verdure.

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